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L’oro usato (tecnicamente chiamato Oro Industriale) è quella tipologia di oro usata “principalmente” a scopo ornamentale.

Prima di parlare di tasse dobbiamo fare un piccolissimo passo indietro e capire i differenti tipi di oro che esistono in commercio.

Parliamo quindi di carature di oro.

L’oro non è tutto uguale e infatti lo puoi trovare con differenti concentrazioni:

6 carati (250 millesimi)

9 carati (375 millesimi)

12 carati (500 millesimi)

14 carati (583 millesimi)

18 carati (750 millesimi). L’oro più comune in Italia

21 carati (916 millesimi)

22 carati (921 millesimi) 

24 carati (999 millesimi)

Quando ti rechi in una gioielleria e acquisti un braccialetto, una collana o un anello, stai acquistando dell’oro industriale.

Nello specifico, quell’oro è stato acquistato dalle industrie orafe per essere rivenduto al dettaglio sotto forma di gioielli.


Il più comune che viene utilizzato in Italia è il 18 carati, cioè il famoso “oro buono” delle nonne.

Non è un oro da investimento ma è un bene di lusso.

“C’è una tassazione su questa tipologia di oro?!”

ASSOLUTAMENTE NO!

Non è necessario dichiarare la vendita di oro 18 carati e non sei tenuto a pagare un solo centesimo di tasse sul ricavato.

“L’oro che sto vendendo non è solo il mio, ma anche dei miei familiari, devo dimostrarlo in qualche modo?”

Come detto, ai fini fiscali ASSOLUTAMENTE NO!

Puoi stare tranquillo sul fatto che l’Agenzia delle Entrate non verrà mai a chiederti qualcosa, se stai vendendo il tuo vecchio oro di famiglia accumulato negli anni.

Se la somma ricavata dalla vendita dei gioielli, l’unica accortezza da avere è la conservazione della ricevuta per giustificare un eventuale controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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