L’oro è il più nobile tra i metalli. Si tratta di un materiale di facile lavorazione ma al contempo  di elevata fragilità in quanto tenero, duttile e malleabile. 

Si trova in natura sotto forma di metallo purissimo definito da un color giallo intenso, quasi tendente all’arancione. 

La colorazione finale dell’oro però, può variare. Le colorazioni più conosciute sono senza dubbio quelle di oro giallo, di oro bianco e di oro rosa, ma a secondo della lega che si compone, il colore può variare:

- L’oro giallo è rappresentato dal metallo che si trova in natura;

- L’oro bianco nasce dalla presenza di argento, di palladio e, in alcuni casi, di nichel. Questi elementi ne garantiscono una colorazione prossima al bianco brillante;

- L’oro rosa è caratterizzato dalla presenza di rame e di argento (se la percentuale di rame supera il 25% si parla di oro rosso).

- L’oro verde è ottenuto mescolando l’oro giallo con l’argento o in alcuni casi è ottenuto combinandolo con una percentuale di cadmio e di rame;

- L’oro grigio è costituito da un mix di oro, rame, palladio e manganese; 

- L’oro viola è ottenuto con l’aggiunta di un particolare alluminio, in questo caso però si tratta di un materiale estremamente fragile, per cui è utilizzato in pochissimi casi;

- L’oro blu è caratterizzato dalla presenza di gallio o indio;

- L’oro nero, infine, è ottenuto attraverso diversi metodi di lavorazione che coinvolgono elementi quali zolfo, ossigeno, cromo, cobalto, rodio, rutenio.

Per definire la colorazione desiderata si gioca, quindi, sulla percentuale degli elementi metallici che compongono le diverse leghe, ma in alcuni casi questo procedimento non è sufficiente, in quanto la lega si riconduce sempre ai toni del giallo. Nel caso dell’oro bianco si prende in considerazione un ulteriore procedimento: il Bagno Galvanico, che fa si che il gioiello in questione venga immerso in una soluzione di rodio, metallo bianco-argenteo, in modo che quest’ultimo rivesta l’elemento donandogli la colorazione desiderata.

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